Glossario

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A

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ABI
Associazione bancaria italiana, è l’organizzazione delle imprese creditizie e finanziarie operanti in Italia.


Aggiotaggio
Reato che consiste nel turbare il mercato interno dei valori e delle merci, attraverso la diffusione di notizie false esagerate e tendenziose o con altri espedienti atti a provocare un rialzo o un ribasso nelle quotazioni dei titoli e merci per trarne vantaggio.


ALFA
L’alfa positivo è l’extra rendimento che il portafoglio ha prodotto rispetto al mercato di riferimento. E’ il valore aggiunto generato dal gestore attivo.


Albo dei promotori finanziari
Albo istituito presso la Consob in cui vengono iscritti tutti coloro che sono autorizzati alla sollecitazione al pubblico risparmio.


Analisi Tecnica
Metodologia di analisi di titoli o indici rappresentativi di indici di mercato, che si focalizza sulla storia passata di variabili conosciute, come i prezzi dei titoli o i volumi di contrattazione. Analizzando l'andamento passato di queste variabili, l'analisi tecnica permette di effettuare previsioni sull'evoluzione futura dei prezzi o sull'andamento generale del mercato, supportando così le decisioni operative.


Analisi Fondamentale
Studio e valutazione dei dati di bilancio e di conto economico di un’impresa. Mediante questa analisi possono essere valutate le potenzialità future dell’azienda sotto osservazione e da qui la convenienza ad effettuare investimenti su di essa.


Antiriciclaggio
Insieme delle normative dirette a contrasto del fenomeno di riciclaggio indicato dall’articolo 648 bis del Codice Penale.


Armonizzati
Si definiscono armonizzati i fondi e le SICAV gestiti da società italiane o estere che rispettano una serie di vincoli sugli investimenti stabiliti da direttive dell'Unione Europea.


Asset allocation
Rappresenta la più importante attività di un gestore di patrimoni (fondi comuni, fondi pensione, polizze vita, ecc.). Essa consiste nella ripartizione del portafoglio tra azioni e obbligazioni all’interno dei diversi mercati di investimento.


Asset Allocation Strategica
Il modello BOTTOM UP è un processo decisionale attraverso il quale si selezionano determinati titoli solamente sulla base del loro valore intrinseco ed indipendentemente dalle prospettive del settore o dell'economia nel complesso. Approccio opposto a quello TOP DOWN.


Asset manager (o Gestore)
E' il gestore di patrimoni. Spetta a lui, tramite l'attività di asset allocation, definire le politiche tese a massimizzare il rendimento di un portafoglio e a minimizzarne i rischi, coerentemente con le politiche di investimento definite. Il suo compito è infatti quello di investire il denaro della clientela.


Assogestioni
Associazione di categoria che riunisce le società di gestione dotata di un proprio codice di comportamento.


Azioni
Le azioni sono strumenti finanziari che rappresentano quote di partecipazione al capitale sociale di imprese costituite sotto forma di società per azioni, in accomandita per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata. Le azioni si distinguono in ordinarie che permettono di esercitare i diritti di azionista, privilegiate che conferiscono diritto di prelazione sugli utili e nel rimborso del capitale ed il diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie- di risparmio, che garantiscono il dividendo minimo garantito nella misura del 5% del valore nominale delle azioni, mentre il voto viene espresso solo nella assemblea degli azionisti di risparmio.



B

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Back test
Metodo utilizzato per testare la validità e l’efficacia dei modelli utilizzati nella composizione di un portafoglio.


Banca d'Italia
Banca centrale italiana, costituita nel 1893 sotto forma di società per azioni. Dal 1936 è istituto di diritto pubblico. Svolge funzioni di emissione, vigilanza creditizia e finanziaria, supervisione dei mercati, tutela della concorrenza nel mercato di credito, analisi, ricerca e studio in campo economico e istituzionale, servizio di tesoreria dello Stato e consulenza per gli organi costituzionali. In collaborazione con la Banca centrale europea svolge funzioni di sorveglianza sui sistemi di pagamenti.


Banca depositaria
Banca in cui viene depositato il patrimonio del fondi comuni di investimento. Oltre a custodire i titoli e le disponibilità liquide, effettua il regolamento degli acquisti e delle vendite dei titoli, di divisa e di altri valori mobiliari, accredita le sottoscrizioni e addebita i rimborsi di quote effettuati dai risparmiatori ed effettua la custodia dei certificati di partecipazione ai fondi stessi. La Banca d’Italia inoltre, affida alla Banca depositaria anche il compito di controllo della gestione al fine di garantire i criteri di separatezza contabile, i principi di correttezza e di trasparenza amministrativa, il controllo sulla congruità delle operazioni effettuate dalla società di gestione e la verifica del rispetto dei limiti di investimento in attività finanziarie fissati dalla legge.


Benchmark
(Parametro-indice di riferimento) Indice di riferimento nella gestione di un’attività finanziaria. Viene utilizzato per il confronto di performance per la valutazione dell’investimento da parte degli investitori e per il calcolo della performance di gestione da parte dei gestori.


BETA
Beta misura l'esposizione al rischio mercato (benchmark). Un valore di Beta pari ad 1 significa che il fondo si muoverà in linea con il mercato sottostante (benchmark di riferimento). Un Beta inferiore ad 1 significa che il fondo sarà meno legato all'andamento del mercato di riferimento e si caratterizzerà per una volatilità più contenuta rispetto a quella del mercato. Un Beta superiore ad 1 significa che il fondo si caratterizzerà per una volatilità sensibilmente superiore a quella del mercato di riferimento.


Borsa
Comunemente intesa come il luogo in cui si scambiano i titoli delle società quotate, anche se ormai tutte le contrattazioni avvengono su una rete telematica. Di conseguenza, la Borsa si identifica con il mercato azionario. In senso più esteso, le Borse valori sono il luogo in cui si scambiano titoli (ma anche valute) appartenenti alla categoria dei cosiddetti valori mobiliari.


BOT
(Buoni ordinari del Tesoro)
Titoli di Stato privi di cedole, emessi a breve termine con scadenza fino a 12 mesi.


Broker
Intermediario il cui ruolo è quello di mettere in comunicazione due controparti senza alcuna assunzione di rischio dietro il compenso di una commissione.


BTP
(Buoni del Tesoro poliennali) Titoli di Stato a tasso fisso con cedola semestrale emessi dal Tesoro per la copertura del debito pubblico con durata compresa tra i 2 e i 30 anni.



C

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CCT
(Certificati di credito del Tesoro) a medio e a lungo termine, soggetti a indicizzazione finanziaria delle cedole. Le cedole semestrali successive alla prima sono attualmente indicizzate al rendimento dei BOT a 6 mesi relativo all’asta della fine del mese precedente il periodo di decorrenza della cedola stessa, maggiorato di uno spread.


Capital gain
Questo è un termine inglese che viene utilizzato per indicare i guadagni in conto capitale. Altrimenti detto plusvalenza, esso è espresso dalla differenza (positiva) tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un determinato titolo. Alla possibilità di un capital gain, le azioni e le obbligazioni affiancano sempre una remunerazione periodica. Nel caso delle azioni tale remunerazione è data dai dividendi, in quello delle obbligazioni dal flusso di cedole. Dal primo luglio '98 i capital gain sono soggetti a un'imposizione del 12,5%.


Capitale investito
Parte dell’importo versato che viene effettivamente investita dalla SGR/Sicav in quote/azioni di Fondi/comparti. Esso è determinato come differenza tra il Capitale Nominale e le commissioni di sottoscrizione, nonché, ove presenti, gli altri costi applicati al momento del versamento.


Capitale nominale
Importo versato per la sottoscrizione di quote/azioni di Fondi/comparti al netto dei diritti fissi d’ingresso.


Capitalizzazione
(di Borsa) Valore della società quale risulta dalla quotazione delle sue azioni moltiplicata per il numero delle azioni stesse.


Classe
Articolazione di un Fondo/comparto in relazione alla politica commissionale adottata e ad ulteriori caratteristiche distintive.


Consob
Commissione di Vigilanza sulle Società e la Borsa.


Categorie Assogestioni
Raggruppamenti di fondi e Sicav caratterizzati da una politica di investimento simile quanto all'oggetto, all'orizzonte temporale e alla rischiosità degli investimenti stessi. Le categorie Assogestioni forniscono quindi a sottoscrittori e operatori economici uno strumento per identificare rapidamente le principali caratteristiche dei fondi in esse contenuti.


Commissione di gestione
Compensi pagati alla SGR/Sicav mediante addebito diretto sul patrimonio del Fondo/comparto per remunerare l’attività di gestione in senso stretto. Sono calcolati quotidianamente sul patrimonio netto del Fondo/comparto e prelevati ad intervalli più ampi (mensili, trimestrali, ecc.). In genere, sono espressi su base annua.


Commissione di performance (o di incentivo)
Commissioni riconosciute al gestore del Fondo/comparto per aver raggiunto determinati obiettivi di rendimento in un certo periodo di tempo. In alternativa possono essere calcolate sull’incremento di valore della quota/azione del Fondo/comparto in un determinato intervallo temporale. Nei Fondi/comparti con gestione “a benchmark” sono tipicamente calcolate in termini percentuali sulla differenza tra il rendimento del Fondo/comparto e quello del benchmark.


Commissione di sottoscrizione-ingresso
Commissioni pagate dall’investitore a fronte dell’acquisto di quote/azioni di un Fondo/comparto.


Commissione di rimborso-uscita
Importo pagato dal sottoscrittore e trattenuto dalla Sgr o dal collocatore in occasione del disinvestimento dal fondo.


Commissione di switch
Importo pagato dal sottoscrittore e trattenuto dalla Sgr in occasione di operazioni di passaggio da un fondo comune a un altro. I fondi Soprarno non sono soggetti a commissioni di switch.


Comparto
Strutturazione di un Fondo ovvero di una Sicav in una pluralità di patrimoni autonomi caratterizzati da una diversa politica di investimento e da un differente profilo di rischio.


Collocatore
(o Ente collocatore) Soggetto preposto al collocamento di servizi o prodotti finanziari. Può essere una società di gestione del risparmio, una banca o una società di investimento autorizzata all'esercizio dell'attività di collocamento.


CTZ
(Certificati del Tesoro zero-coupon) Titoli di stato con scadenza a 18 e a 24 mesi, privi di cedole.


Covered warrant
Titolo con il quale si acquisisce il diritto di acquistare (call) o vendere (put) una determinata quantità di attività sottostante ad una certa data e ad un certo prezzo.



D

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Destinazione dei proventi
Politica di destinazione dei proventi in relazione alla loro redistribuzione agli investitori ovvero alla loro accumulazione mediante reinvestimento nella gestione medesima.


Deviazione standard
Indicatore statistico utilizzato come parametro per valutare la volatilità dei prezzi (o degli indici) in uno specifico periodo di tempo- ad esempio: l’oscillazione rispetto alla media dei rendimenti di un fondo.


Durata media finanziaria
(Duration) Costituisce un indicatore del rischio di tasso d’interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. La durata finanziaria di Macaulay - quella a cui si fa più comunemente riferimento - è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati a un titolo obbligazionario. La durata finanziaria modificata misura la semielasticità del prezzo di un titolo rispetto al rendimento (rapporto tra variazione percentuale del prezzo e variazione assoluta del rendimento).


Derivati
Vedi: strumenti derivati


Diversificazione
Indica la strategia che mira a ridurre l'esposizione a rischi non sistematici (e cioè quelli che l'investitore può controllare, al contrario di quelli non controllabili detti sistematici). Per esempio l'investitore può controllare se il proprio capitale viene investito in mercati emergenti o in altri investimenti rischiosi, ma non può controllare le oscillazioni del mercato globale. La diversificazione implica quindi l'investimento in una varietà di strumenti finanziari e di categorie di fondi. Un portafoglio diversificato deve includere azioni, obbligazioni e beni reali diversificati settorialmente e geograficamente. L'obiettivo è assicurare che l'eventuale "underperformance" di un'area sia compensata da una "overperformance" di un'altra area.


Duration
Scadenza media dei pagamenti di un titolo obbligazionario. Essa è generalmente espressa in anni e corrisponde alla media ponderata delle date di corresponsione dei flussi di cassa (c.d. cash flows) da parte del titolo, ove i pesi assegnati a ciascuna data sono pari al valore attuale dei flussi di cassa ad essa corrispondenti (le varie cedole e, per la data di scadenza, anche il capitale). È una misura approssimativa della sensibilità del prezzo di un titolo obbligazionario a variazioni nei tassi di interesse.



E

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Efficienza
(o Indice di Sharpe) È un indice statistico che permette di valutare un investimento ed è calcolato come rapporto tra: la differenza tra il rendimento del fondo o Sicav ed il rendimento di un'attività priva di rischio (tipicamente titoli di Stato a 12 mesi) e la misura del rischio del fondo o Sicav (calcolata come deviazione standard). L'efficienza così calcolata prende il nome di Indice di Scarpe.


Ente collocatore
Vedi: collocatore


Exchange traded funds
(ETF) Fondi comuni di investimento che hanno la stessa composizione di un determinato indice di borsa- i certificati rappresentativi delle quote sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato


Eurobonds
Obbligazioni emesse da società o enti nazionali o esteri nonchè da Stati o enti sovranazionali, assoggettati ad una normativa diversa da quella cui è sottoposto l'emittente, e collocati in due o più Stati.



F

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Fondi comuni di investimento
Patrimonio indiviso di una pluralità di partecipanti, ciascuno dei quali possiede una quota proporzionale all'importo che vi ha versato. Il patrimonio del Fondo viene investito in valori mobiliari, le cui caratteristiche dipendono dalla tipologia del Fondo stesso. Il valore della quota non deriva da un prezzo formatosi sul mercato, ma è ottenuto facendo il rapporto tra il valore netto del patrimonio del Fondo e il numero di quote in circolazione. Qualora il Fondo preveda periodicamente il riparto degli utili di gestione ai Sottoscrittori, viene definito a distribuzione dei proventi- nel caso opposto, viene identificato come Fondo ad accumulazione. Inoltre, i Fondi comuni possono essere: - aperti, se il Sottoscrittore può effettuare  versamenti o chiedere rimborsi in qualsiasi momento- - chiusi, se i rimborsi sono possibili solo ad una scadenza prefissata.


Fondo comune di investimento mobiliare
Strumento finanziario introdotto nel nostro ordinamento con la legge 77-1983. Questi fondi si caratterizzano per la tipologia di investimento effettuata. La società di gestione investe in valori mobiliari (titoli) le somme versate dai partecipanti, al fine di ottenere il massimo rendimento, compatibilmente con le caratteristiche del fondo. Il patrimonio è autonomo e suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di sottoscrittori e gestito in monte.


Fondo comune di investimento immobiliare
Strumento finanziario introdotto nel nostro ordinamento con la legge 86-1994. Questi fondi si caratterizzano per la specifica tipologia di investimenti (prevalentemente beni immobili) effettuati con le somme versate dai partecipanti. In via principale, ancorché non esclusiva, le società di gestione provvedono all'acquisto, alla vendita, alla gestione e alla locazione di beni immobili (edifici e terreni) e dei relativi diritti reali di godimento (usufrutto e superficie principalmente)- non possono invece esercitare direttamente attività di costruzione.


Fondo aperto
Fondo comune di investimento caratterizzato dalla variabilità del patrimonio gestito connessa al flusso delle domande di nuove sottoscrizioni e di rimborsi rispetto al numero di quote in circolazione.


Fondo azionario
Fondo comune di investimento che investe prevalentemente in azioni.


Fondo flessibile
Fondo comune di investimento che non ha vincoli di asset allocation


Fondo indicizzato
Fondo comune di investimento con gestione “a benchmark” di tipo “passivo”, cioè volto a replicare l’andamento del parametro di riferimento prescelto.


Fondo obbligazionario breve termine
Fondo comune che investe in obbligazioni con una duration media di portafoglio pari a 12 mesi.


Fondo di Fondi
Fondo comune di investimento che investe il patrimonio dei Sottoscrittori in quote di altri Fondi e-o Sicav.


Fondi pensione
Fondi che erogano prestazioni assicurativo-previdenziali in favore dei lavoratori di un’impresa, settore o categoria professionale, volti a integrare o a sostituire il trattamento pensionistico pubblico.


Fondi e Sicav esteri
Sono fondi comuni di investimento e Sicav di diritto estero, autorizzati al collocamento in Italia.


Future
Contratto a termine con il quale si assume l'obbligo di acquistare o di vendere ad una certa data ed ad un certo prezzo l'ammontare del bene sottostante al contratto. Il prodotto finanziario oggetto del contratto può essere rappresentato da merci, tassi d'interesse, obbligazioni, indici azionari e valute.



G

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Gestione quantitativa
Attività di gestione che utilizza strategie di investimento derivate dalla sistematica applicazione di modelli teorici finanziari ed econometrici.


Gestore
Figura professionale che ha la responsabilità della gestione (attività di investimento, compravendita di azioni, obbligazioni, eccetera) di un patrimonio e che definisce le strategie da seguire nella composizione del portafoglio. In genere le società di fondi comuni si avvalgono della collaborazione di più gestori.


Gestore delegato
Intermediario abilitato a prestare servizi di gestione di patrimoni, il quale gestisce, anche parzialmente, il patrimonio di un OICR sulla base di una specifica delega ricevuta dalla Società di Gestione del Risparmio in ottemperanza ai criteri definiti nella delega stessa.


GPF
Acronimo di gestioni patrimoniali in fondi. Le G.P.F. sono un servizio di gestione finanziaria, attraverso il quale il risparmiatore conferisce mandato al gestore di investire il proprio patrimonio in quote di fondi e Sicav.


GPM
Acronimo di gestioni patrimoniali mobiliari. Le G.P.M. sono un servizio di gestione finanziaria, attraverso il quale il risparmiatore conferisce mandato al gestore di investire il proprio patrimonio in titoli (azioni, obbligazioni, titoli di Stato).


Gruppo bancario
Specifica fattispecie giuridica costituito da una società capogruppo e dalle società da questa controllate che svolgono attività bancaria, finanziaria e strumentale nell’ambito di un disegno imprenditoriale unico.



H

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Hedge funds
Organismi finanziari, localizzati generalmente in Centri finanziari offshore (vedi) o negli Stati Uniti, contraddistinti dal numero ristretto dei soci partecipanti e dall’elevato investimento minimo richiesto. Non hanno vincoli in materia di obiettivi e strumenti di investimento e possono assumere posizioni finanziandosi anche con forti indebitamenti. Sono soggetti a una normativa prudenziale più limitata rispetto agli altri operatori finanziari. In Italia sono denominati Fondi comuni speculativi.


High water-mark
letteralmente il "segno lasciato dalla piena", espressione anglosassone che serve ad indicare i picchi di rendimento. Serve ad assicurarsi che un cliente, addebitato su un certo picco di rendimento in un precedente esercizio, si trovi a pagare nuove commissioni solo quando effettivamente il suo portafoglio sia cresciuto al di sopra del precedente massimo. Può essere Assoluto se le commissioni sono prelevate dal fondo solo quando il nav dello stesso raggiunge nuovi massimi assoluti oppure Relativo se le commissioni sono applicate quando la differenza tra la performance del fondo e quella del parametro di riferimento è superiore a quella mai realizzata in precedenza.



I

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Indice
È un indicatore che misura l'andamento medio di una serie di variabili (per esempio i prezzi dei beni di consumo, oppure le quotazioni dei fondi comuni o quelle delle azioni quotate ad esempio alla Borsa di Milano).


Indici di borsa (esempi)
Aex: indice primario della borsa olandese.
American Stock Exchange Index - indice di borsa statunitense valutato sulla media ponderata dei corsi di tutte le società quotate.
Dax: indice azionario tedesco.
Dow Jones: indice della borsa di New York.
Hang Seng: indice azionario della borsa di Hong Kong.
Ibex 35: indice azionario della borsa spagnola.
Nasdaq: (National Association of Securities Dealers Automated Quotes):Mercato azionario telematico statunitense destinato alle imprese con elevate potenzialità di crescita.
Nikkei average: indice della borsa di Tokyo calcolato sulla media delle quotazioni di 225 società quotate.
Omx: indice primario della borsa svedese.
S&p-Mib: indice della borsa italiana rappresentativo delle 40 società a maggior capitalizzazione di borsa.
S&P 500: indice rappresentativo delle 500 società a più grande capitalizzazione quotate nei mercati Statunitensi.


Indice di categoria
(Fideuram) Gli Indici Fideuram dei fondi comuni sono stati istituiti nel dicembre 1983 in concomitanza con l'esordio sul mercato finanziario italiano dei fondi comuni di investimento mobiliare. Il calcolo viene effettuato giornalmente prendendo a riferimento il sistema di classificazione dei fondi adottato da Assogestioni. Esistono infatti indici Fideuram per ciascuna delle categorie di fondi riconosciute, a cui si aggiunge l’indice generale che comprende tutte le categorie dei fondi di diritto italiano. Il calcolo degli Indici Banca Fideuram dei Fondi Comuni di Investimento comprende tutti i fondi italiani in attività alla fine di ogni trimestre solare (31 marzo, 30 giugno ecc.). Gli indici sono calcolati come media ponderata delle quotazioni giornaliere dei fondi rientranti in una data categoria o sottocategoria rapportate alla quotazione base. La ponderazione resta quindi invariata per un trimestre, prendendo a riferimento i patrimoni dei fondi valorizzati alla fine del trimestre solare precedente. I fondi di nuova emissione entrano a far parte del calcolo dal trimestre solare successivo a quello della data di emissione sul mercato.


Indice di Sharpe
(Efficienza) È un indice statistico che permette di valutare un investimento ed è calcolato come rapporto tra: la differenza tra il rendimento del fondo o Sicav ed il rendimento di un'attività priva di rischio (tipicamente titoli di Stato a 12 mesi) e la misura del rischio del fondo o Sicav (calcolata come deviazione standard). L'efficienza così calcolata prende il nome di Indice di Scarpe.


Intermediario
(Broker) Intermediario il cui ruolo è quello di mettere in comunicazione due controparti senza alcuna assunzione di rischio dietro il compenso di una commissione.


Investitori istituzionali
Società ed enti che effettuano sistematicamente investimenti in strumenti finanziari o in immobili- ad esempio: le compagnie di assicurazione, i Fondi pensione, gli OICVM e i servizi di gestione di patrimoni mobiliari su base individuale.


IPO
(initial public offering - offerta pubblica iniziale) E' l'offerta iniziale di titoli al pubblico da parte di una società che sta per essere quotata su un listino ufficiale.


ISIN
E' un codice internazionale che identifica i titoli quotati ed i fondi comuni di investimento.



L

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Leva Finanziaria
Per leva finanziaria si intende il rapporto tra il controvalore di mercato delle posizioni nette in strumenti finanziari ed il controvalore del patrimonio affidato in gestione.


Liquidabilità
Attitudine di un'attività finanziaria ad essere prontamente trasformata in denaro senza alcuna perdita di valore. Essa dipende dall'ampiezza e dallo spessore del mercato in cui è scambiata.



M

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Market maker
Intermediario finanziari specializzato, il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato. Esso ha di solito obblighi quantitativi di presenza continuativa sul mercato e, a volte, di competitività dei prezzi in acquisto (denaro) e in vendita (lettera) a cui si impegnano a concludere le transazioni.


Mercati emergenti
Paesi asiatici, economie latino-americane, economie di transizione dell’Est europeo, paesi medio-orientali e africani selezionati.


MiFID (la direttiva sui mercati degli strumenti finanziari)
La direttiva è prevista dal Financial Services Action Plan (FSAP) dell’EU. La direttiva è finalizzata a consentire agli investitori di investire e di prestare servizi di investimento a livello transfrontaliero più agevolmente, a rimuovere gli ostacoli all’uso del passaporto UE da parte delle imprese di investimento, a promuovere la concorrenza e ad assicurare parità di condizioni tra i sistemi di negoziazione esistenti in Europa, e a garantire un’adeguata protezione agli investitori e ai fruitori di servizi di investimento in tutta Europa. Le principali novità introdotte dal legislatore comunitario: l’abolizione dell’obbligo di concentrazione delle negoziazioni sui mercati regolamentati. Gli intermediari non saranno più tenuti ad eseguire attraverso i mercati regolamentati gli ordini dei clienti aventi ad oggetto azioni quotate. Essi saranno peraltro tenuti a formulare e rendere nota ai clienti la strategia di esecuzione degli ordini (execution policy), che dovrà essere finalizzata ad assicurare al cliente il miglior risultato possibile (c.d. best possibile result). In aggiunta ai mercati regolamentati, la negoziazione degli strumenti finanziari potrà avvenire nei sistemi di scambi multilaterali ed attraverso intermediari che opereranno quali internalizzatori sistematici di ordini.Il servizio di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari, che ad oggi può essere prestato da chiunque - compresi i soggetti che non sono qualificabili quali intermediari finanziari - tornerà ad essere qualificato come servizio di investimento, che dovrà essere prestato in via esclusiva e riservata dagli intermediari finanziari abilitati. L’attività di ricerca ed analisi finanziaria sarà inclusa nella categoria dei servizi accessori e sottoposta a specifica disciplina. Nell’ambito delle disposizioni volte a garantire la protezione degli investitori, particolare attenzione è riservata all’informativa che dovranno fornire gli intermediari in relazione all’impresa, ai servizi di investimento prestati, al tipo specifico di strumenti finanziari proposti ed ai rischi connessi. Gli intermediari saranno chiamati a formulare e comunicare agli investitori la loro classificazione tra tre distinte categorie: clienti al dettaglio, clienti professionali e controparti qualificate. Sarà necessario per gli intermediari predisporre e comunicare alla clientela la politica di gestione dei conflitti di interesse. Più stringenti requisiti organizzativi delle imprese di investimento con particolare riferimento alle funzioni di compliance, risk management ed internal audit, nonché in relazione alla esternalizzazione a terzi di funzioni operative rilevanti.


Modulo di sottoscrizione
Modulo sottoscritto dall’investitore con il quale egli aderisce al Fondo/comparto - acquistando un certo numero delle sue quote/azioni - in base alle caratteristiche e alle condizioni indicate nel Modulo stesso.



N

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NAV
(Net Asset Value) Vedi Valore del patrimonio netto.



O

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OCSE
Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.


Obbligazione
Titolo che incorpora un diritto di credito del Sottoscrittore verso una società che ha emesso un prestito: il Sottoscrittore ha diritto al pagamento di interessi sull'importo dato a credito e al rimborso del capitale ad una scadenza prestabilita o su richiesta dell'emittente. Un'obbligazione può essere emessa alla pari, sotto la pari o sopra la pari.


Obbligazione convertibile
Titolo a reddito fisso che offre al Sottoscrittore la possibilità di esercitare una scelta. In momenti prefissati, infatti, il portatore può optare per una delle seguenti soluzioni:
- chiedere il rimborso dell'obbligazione sottoscritta: in questo caso il titolo è simile a qualunque altra obbligazione-
- chiedere la conversione del titolo, secondo un determinato rapporto di concambio, in una o più azioni della società emittente oppure di un'altra società, solitamente finanziata da quella emittente: in questo caso l'obbligazionista si trasforma da creditore in azionista.


Obbligazione corporate
Obbligazione emessa da una società privata come mezzo di raccolta di capitali. Il valore nominale dell'obbligazione viene corrisposto alla scadenza, mentre gli interessi vengono versati ad intervalli fissi. Le obbligazioni vengono negoziate sulla maggior parte delle piazze finanziarie mondiali.


Obbligazione index linked
Obbligazione che garantisce il capitale investito e in alcuni casi anche un rendimento minimo, e che consente di guadagnare in base alla performance di uno o piu indici di Borsa. In questo modo il risparmiatore può accostarsi all'investimento azionario, ma senza rischiare di perdere il capitale, come può invece capitare acquistando azioni in modo diretto.


Obbligazione zero coupon
Obbligazione emessa con uno sconto sul suo valore nominale, che non dà diritto a cedole, ma solo al rimborso del capitale a scadenza.


Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)
I Fondi comuni di investimento e le Sicav.


OPA
L'Offerta pubblica di acquisto è uno strumento a tutela degli azionisti minori. L'obbligo dell'Opa, disciplinato dalla legge 149 del '92 che è stata integrata con il recente Testo unico della finanza, scatta ogni qualvolta un azionista o più azionisti riuniti in un patto di sindacato superino il 30% del capitale di una società. L'Opa, che può essere incrementale, totalitaria o residuale, fa sì che gli azionisti di minoranza, tra cui i piccoli risparmiatori, possano vendere — se lo desiderano — i loro titoli allo stesso prezzo per azione al quale è avvenuta la transazione del pacco di controllo.


Opzione
Contratto tra due soggetti con il quale uno accorda all'altro il diritto (ma non l'obbligo) di acquistare o vendere un prodotto finanziario, a condizioni prefissate di prezzo e scadenza. L'acquirente del diritto paga alla controparte un premio che rappresenta il corrispettivo per la facoltà che gli viene riservata. Le opzioni possono essere di due tipi: di acquisto-call e di vendita-put. Ciascuna delle parti ha il diritto di trasferire il proprio impegno a terzi, nel rispetto delle condizioni contrattuali prestabilite (prezzo, scadenza e quantità). Ciò dà origine ad un mercato sul quale le opzioni vengono scambiate a prezzi determinati dall'incontro tra domanda e offerta, per il periodo di tempo che va dalla loro stipulazione alla scadenza. Il prodotto finanziario oggetto del contratto può essere rappresentato da valute estere, monete e metalli preziosi, tassi d'interesse, titoli, indici di borsa.


Opzione americana
Opzione che può essere esercitata in qualsiasi data entro la scadenza, compresa quest'ultima.


Opzione europea
Opzione che può essere esercitata solo alla scadenza


Orizzonte temporale
Periodo entro il quale il capitale impiegato in un investimento finanziario può offrire il rendimento atteso.



P

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PAC - Piano di Accumulazione
Modalità di sottoscrizione di quote di Fondi comuni che consiste in una serie di versamenti dilazionati nel tempo, la cui periodicità e il cui ammontare sono pianificati dal Sottoscrittore stesso.


Paesi dell’OCSE
Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia,Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia,Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca,Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria.


Patrimonio netto del fondo
E’ l’insieme delle attività che fanno capo ad un fondo di investimento al netto delle eventuali passività.


Partecipante
E’ il sottoscrittore delle quote di un fondo comune di investimento.


Periodo minimo raccomandato per la detenzione dell’investimento
Orizzonte temporale minimo raccomandato.


Partecipante
E’ il sottoscrittore delle quote di un fondo comune di investimento.


PIC - Piano di Investimento del capitale
Sigla di piano di investimento del capitale. E’ un modalità di adesione ad un fondo comune che prevede versamenti in un’unica soluzione.


Prevalenza dell’investimento
Il principio che individua per ciascun fondo io valori mobiliari che dovranno costituire la parte più consistente del portafoglio, senza indicarne i limiti specifici, in modo da crescere ed ampliare le potenzialità della gestione.


Promotore finanziario
Figura professionale che svolge attività di promozione di prodotti e servizi finanziari, cioè di sollecitazione del pubblico risparmio


Prospetto Informativo di un Fondo Comune
Documento che la Società di Gestione di un Fondo deve consegnare tassativamente a coloro che intendono sottoscrivere il suddetto prodotto. Il Prospetto Informativo contiene tutte le informazioni relative al Fondo comune,quali le modalità di funzionamento, gli oneri a carico dei Sottoscrittori e i compiti della Società di Gestione, della Banca Corrispondente e della Banca Depositaria. Può essere unico per tutti i tipi di Fondi offerti da una stessa società, purché per quei Fondi sia stato stabilito un solo regolamento.


Provento
Termine che indica l’utile conseguito da un fondo comune in un determinato periodo di tempo. Può essere distribuito tra i partecipanti oppure accrescere il patrimonio del fondo e quindi il valore delle quote in possesso dei sottoscrittori.



Q

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Quota di un fondo comune
Rappresenta la frazione unitaria del patrimonio del fondo. Il risparmiatore, investendo in un fondo, detiene un numero di quote di uguale valore e con uguali diritti proporzionale all’importo versato.



R

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Rating
E' l'indicatore del grado di solvibilità di un soggetto debitore quale uno Stato o un'impresa. I più importanti rating sono quelli elaborati dalle società statunitensi Moody's e Standard & Poor's. Essi esprimono il merito di credito degli emittenti di prestiti obbligazionari sui mercati internazionali. La tripla A (AAA) indica il massimo dell'affidabilità del debitore: i voti scendono progressivamente su AA, A, BBB, BB, B. La tripla C (CCC) è il rating che si assegna ai debitori assai inaffidabili.


Recesso
Il diritto di recesso è la facoltà dell’investitore a rinunciare all’investimento effettuato mediante tecniche di comunicazione a distanza o tramite promotore entro sette giorni dalla conclusione, durante i quali l’efficacia del contratto è sospesa


Regolamento di gestione del Fondo (o Regolamento del Fondo)
Documento che completa le informazioni contenute nel Prospetto d’offerta di un Fondo. Il Regolamento di un Fondo/comparto deve essere approvato dalla Banca d’Italia e contiene l’insieme di norme che definiscono le modalità di funzionamento di un Fondo ed i compiti dei vari soggetti coinvolti, e regolano i rapporti con i sottoscrittori.


Relative VAR
Livello massimo di sottoperformance rispetto al benchmark che, con un prefissato livello di confidenza e su un dato orizzonte temporale, si è disposti a tollerare.


Relazione semestrale
Documento pubblicato dai fondi comuni contenente il riepilogo di tutte le attività possedute e il dettaglio delle operazioni realizzate in compravendita. E’ lo strumento utile per poter valutare la politica di gestione seguita.


Rendiconto annuale
Documento elaborato a fine anno dalla società di gestione che comprende tutti i dati dell’esercizio.


Rendimento effettivo
E' il risultato, percentualizzato su base annua, dei redditi prodotti da un fondo o altro strumento finanziario, calcolato a una determinata data. Esso è dato dalla differenza tra il capitale pagato al momento della sottoscrizione ed il capitale riscosso all'atto del rimborso, cui bisogna sommare tutte le cedole incassate.


Rendimento medio annuo composto
E' il ritorno annuo di un'attività finanziaria che, cumulato sull'intero periodo di investimento, porta il valore iniziale dell'attività finanziaria al suo valore attuale. Il rendimento medio annuo composto tiene quindi conto del reinvestimento del rendimento conseguito alla fine di ogni sottoperiodo (anno). Si parla di rendimento medio annuo composto solo in relazione a periodi di investimento uguali o superiori ad 1 anno.


Rendimento reale
E' il ritorno di un investimento al netto dell'inflazione. Nei periodi in cui l'inflazione è particolarmente elevata, i rendimenti reali degli investimenti possono essere negativi: questo significa che il capitale non viene difeso dall'erosione del potere d'acquisto della moneta e si sta in realtà depauperando. Più che sul rendimento nominale, il risparmiatore dovrebbe porre la sua attenzione sul rendimento reale.


Rimborso-Riscatto 
E’ l’operazione di liquidazione (parziale o totale) delle quote di un fondo o delle azioni di una SICAV possedute dall’investitore.


Rimborso programmato 
E’ l’operazione di riscatto periodico delle quote che segue un piano (di rimborso) predefinito dal partecipante al fondo. In pratica è esattamente l'operazione opposta al Pac: il cliente ottiene la liquidazione a rate del proprio investimento. Alla fine del programma di rimborso al cliente saranno state liquidate tutte le quote del fondo da lui possedute.


Rischio
È la probabilità di subire delle perdite in conto capitale o di sbagliare il momento in cui investire. Tale probabilità, nel caso per esempio dei fondi comuni di investimento, è differente a seconda delle caratteristiche dei singoli fondi: i meno rischiosi sono tipicamente i monetari, i più rischiosi sono invece gli azionari e soprattutto gli azionari specializzati per area geografica. Il miglior modo di ridurre il rischio è di diversificare il proprio investimento su più strumenti finanziari o su più fondi comuni di diverse categorie.


Rischio di emittente
Possibilità che l'emittente di un prestito non soddisfi le condizioni di rimborso del capitale di debito a scadenza o di pagamento degli interessi dovuti.


Rischio di liquidità
Rischio di non poter liquidare (trasformare in moneta) prontamente l'investimento in titoli senza subire perdite di valore.


Rischio di tasso
Rischio collegato alle variazioni del tasso di interesse di mercato che comportano variazioni sul prezzo delle obbligazioni.


Rischio valutario
Rischio legato alla variabilità di cambio tra la valuta di riferimento del fondo e la valuta estera in cui sono denominati gli investimenti.


Risultato di gestione
Dato rilevante ai fini della tassazione delle rendite finanziarie dal luglio '98, il risultato di gestione si riferisce all'imponibile dei risparmi gestiti in fondi comuni e gestioni patrimoniali in primis. Si tratta della differenza fra il valore del patrimonio alla fine e all'inizio del periodo di riferimento. Da sottolineare che, ai fini fiscali, si ragionerà secondo il criterio del "maturato" e non dell'incassato: quindi, il prelievo avverrà indipendentemente dal fatto che il risparmiatore monetizzi l'investimento.



S

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Sicav armonizzate
Sicav che rispondono agli stessi requisiti richiesti per i Fondi comuni armonizzati.


Società di investimento a capitale variabile (in breve Sicav)
Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari costituiti in forma societaria, introdotti nel nostro ordinamento dal D.lgs. 25.1.1992, n. 84, ora disciplinati dal T.U. in materia d’intermediazione finanziaria. Società per azioni che ha per oggetto esclusivo l'investimento collettivo in valori mobiliari del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni. Il risparmiatore acquista quindi azioni, che rappresentano pertanto la quota-parte in cui è suddiviso il patrimonio, ed ha diritto di voto. La costituzione è subordinata alla preventiva autorizzazione della Banca d’Italia.


Statuto della Sicav
Documento che completa le informazioni contenute nel Prospetto d’offerta. Lo Statuto della Sicav deve essere approvato dalla Banca d’Italia e contiene tra l’altro l’insieme di norme che definiscono le modalità di funzionamento della Sicav ed i compiti dei vari soggetti coinvolti, e regolano i rapporti con i sottoscrittori.


Società di gestione del risparmio
Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istituzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento. Sono iscritte ad apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia.


Società di revisione
La società di revisione certifica la correttezza e la regolarità della contabilità della società di gestione e del fondo e dei bilanci delle società.


Sottoscrizione 
Operazione di acquisto delle quote di un fondo. Può essere effettuata solo dopo aver preso visione del Prospetto informativo.


Stock picking
E' l'attività di selezione dei titoli azionari che si presume possano rivalutarsi in modo più rapido, praticata dai gestori. Uno dei principali criteri guida dello stock picker, ossia del gestore di un fondo o di un patrimonio, è di stimare il prezzo teorico delle società quotate.


Switch
Operazione con cui il sottoscrittore effettua il disinvestimento di quote/azioni dei Fondi/comparti sottoscritti e il contestuale reinvestimento del controvalore ricevuto in quote/azioni di altri Fondi/comparti.



T

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Tasso sui federal funds
Tasso d’interesse a brevissimo termine sul mercato statunitense dei fondi federali, in cui si scambiano le riserve in eccesso detenute dalle aziende di credito presso la Riserva federale. Sebbene si tratti di un rendimento di mercato, la Riserva federale annuncia un livello di tale tasso come l’obiettivo di breve termine per le sue operazioni di mercato aperto- gli scostamenti tra il tasso di mercato e il tasso obiettivo sono generalmente di lieve entità.


Tasso ufficiale di sconto (Tus)
Tasso d'interesse praticato dalla Banca Centrale sui finanziamenti concessi al sistema bancario in forma di apertura al credito, risconto di titoli o anticipazioni.


Tecniche di comunicazione a distanza
Per tecniche di comunicazione a distanza si intendono le tecniche di contatto con la clientela, diverse dalla pubblicità, che non comportano la presenza fisica e simultanea del cliente e del soggetto offerente o di un suo incaricato.


Testo unico della finanza
È il decreto legislativo approvato nei mesi scorsi dal Consiglio dei ministri, predisposto da una commissione presieduta dal direttore generale del Tesoro, Mario Draghi (da cui anche il nome di Bozza Draghi), con cui sono state introdotte nuove norme di regolamentazione dei mercati finanziari e della corporate governance, ossia del sistema di governo delle imprese. In vigore dal 1° luglio, il decreto disciplinerà, tra l'altro, l'operato degli intermediari e modificherà una serie di norme esistenti, tra cui — molto attesa — quella sulle Opa.


Tipologia di gestione di fondo/comparto
La tipologia di gestione del Fondo/comparto dipende dalla politica di investimento che lo/la caratterizza. Si distingue tra cinque tipologie di gestione tra loro alternative: la tipologia di gestione “market fund” deve essere utilizzata per i fondi/comparti la cui politica di investimento è legata al profilo di rischio-rendimento di un predefinito segmento del mercato dei capitali, le tipologie di gestione “absolute return”, “total return” e “life cycle” devono essere utilizzate per fondi/comparti la cui politica di investimento presenta un’ampia libertà di selezione degli strumenti finanziari e/o mercati, subordinatamente ad un obiettivo in termini di profilo di rischio (2absolute return”) o di rendimento (“total return” e “life cycle”); la tipologia di gestione “structured fund” (“fondi strutturati”) deve essere utilizzata per i fondi che forniscono agli investitori, a certe date prestabilite, rendimenti basati su un algoritmo e legati al rendimento, all’evoluzione del prezzo o ad altre condizioni di attività finanziarie indici o portafogli di riferimento.


Titolo a reddito fisso
Titolo di Stato (Btp, Bund, T-Bond) o obbligazione (di organismi internazionali, di agenzie o istituzioni pubbliche, di grandi aziende) che frutta un interesse fisso o, comunque, predeterminabile.


Titoli di Stato
Titoli obbligazionari del Tesoro italiano. Attualmente comprendono i Prestiti della Repubblica,emessi sui mercati esteri, e le seguenti tipologie di titoli emessi sul mercato interno: BOT, BTP e alcune tipologie di Certificati del Tesoro.


Titoli sintetici
Attività finanziarie che, attraverso l’abbinamento di due o più strumenti finanziari (di cui solitamente almeno uno derivato), consentono di ottenere un’altra tipologia di strumenti finanziari. Ad esempio, un titolo di debito a tasso fisso abbinato a uno swap che prevede il pagamento del tasso fisso contro la corresponsione di un tasso variabile consente di riprodurre per “sintesi” un titolo di debito a tasso variabile.


Titoli strutturati
Titoli che incorporano all’interno di uno strumento di debito di tipo tradizionale un contratto derivato, solitamente di tipo opzionale. Diversamente dai titoli sintetici, le due componenti di un titolo strutturato (obbligazionaria e derivata) sono fuse all’interno di un unico strumento finanziario. Nei titoli strutturati a capitale garantito i flussi di pagamento per interessi sono indicizzati all’andamento del parametro sottostante alla componente derivata (in tal caso giuridicamente il titolo è inquadrabile tra le obbligazioni). Nei titoli a capitale non garantito il valore di rimborso può risultare inferiore a quello di sottoscrizione.


Tracking Error 
E' lo scostamento di performance di un'attività finanziaria (normalmente un fondo comune d'investimento) rispetto al suo indice di riferimento o benchmark. Quanto maggiore è il tracking error, tanto più è attiva la gestione dell'investimento, in quanto questo non segue passivamente l'andamento dell'indice.
TEt = Rpt – Rbt, dove: TEt = tracking error al tempo t, Rpt = rendimento del portafoglio al tempo t, Rbt = rendimento del benchmark al tempo t


Tracking Error Volatility
E' la volatilità del tracking error intorno alla sua media. Normalmente è calcolata come la standard deviation del Tracking Error.
TEV = v1/n * Snt=1 (TEt - TEmedio), dove: TEV = tracking error volatility, TEt = tracking error al tempo t, TEmedio = tracking error medio


Treasury bill
Titolo a breve termine emesso dal Tesoro degli Stati Uniti per esaudire le esigenze di finanziamento di breve periodo.


Treasury bond
Titolo di Stato a lungo termine emesso negli Stati Uniti con scadenze comprese tra i dieci e i trenta anni. Tali titoli sono simili ai BTP italiani



U

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strong>UCITS 3
Con il nome UCITS 3 si identificano le direttive comunitarie 107 e 108 del 2001, sulla regolamentazione degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM). La UCITS 3 ha modificato la Direttiva fondi del 1985, introducendo significative novità sia nella struttura sia nell’operatività della SICAV. In particolare:
- E’ stato introdotto il così detto “passaporto europeo” per le Società di Gestione/SICAV: ciò significa che le SGR autorizzate nel Paese di origine potranno esercitare in ogni Stato Membro le attività previste dalla direttiva, in regime di libera prestazione del servizio o tramite succursali. Ne consegue che i fondi/SICAV una volta autorizzati dall’Autorità di Vigilanza del Paese di origine, potranno essere distribuiti liberamente negli altri Paesi dell’Unione Europea in seguito all’adempimento di alcune non complesse formalità.
- Sono stati definiti degli standard europei per la realizzazione della documentazione legale e di vendita, improntata ad una maggiore trasparenza, completezza e semplicità. In particolare è stato introdotto l’obbligo di pubblicare in aggiunta ai documenti informativi un Prospetto Semplificato che, oltre a riepilogare le caratteristiche principali dei singoli comparti (es. politica investimento, rischio dell’investitore) ne illustra le performance storiche ed il TER (indicatore sintetico delle spese che gravano sugli asset della SICAV).
- E’ stata ampliata la gamma delle attività in cui un OICVM armonizzato può investire introducendo al contempo l’obbligo implementare un rigoroso e accurato processo di gestione e controllo del rischio legato agli investimenti (es. rischio di mercato, rischio legato ai tassi di interesse, rischio di credito, rischio valuta, rischio liquidità). L’esposizione in strumenti derivati può raggiungere il valore totale netto del portafoglio del fondo/Sicav.


UE
L’Unione Europea è una comunità di Stati europei che hanno creato una serie di istituzioni comuni a cui delegano una parte della loro sovranità. Il trattato che ha istituito l’UE è stato firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 e contiene disposizioni che modificano il Trattato di Roma istitutivo della CEE ed i Trattati istitutivi della CECA e dell’Euratom. Ha inoltre introdotto nuove forme di cooperazione tra gli Stati membri, ad esempio nei settori della giustizia e degli affari interni. La parte III del trattato sulla UE riguarda la UEM.


Unione economica e monetaria. (UEM)
(vedi anche: Trattato sull’Unione europea)Il Trattato sulla UE definisce le tre fasi del processo di realizzazione della UEM nella Unione europea. La prima fase è iniziata nel luglio 1990 e si è conclusa il 31 dicembre 1993: è stata caratterizzata principalmente dallo smantellamento di tutte le barriere interne al libero movimento dei capitali in seno alla UE. La seconda fase è iniziata il 1ºgennaio 1994: è stata caratterizzata dalla costituzione dell’IME (Istituto Monetario Europo), dal divieto di finanziamento monetario e di accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie per il settore pubblico e dall’obbligo di evitare disavanzi eccessivi. La terza fase è iniziata il 1º gennaio 1999, conformemente alla decisione di cui all’articolo 109j (4) del Trattato, con il trasferimento delle competenze monetarie degli undici paesi partecipanti a tale fase all’Eurosistema e l’introduzione dell’euro.



V

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Valore quota (o azione)
Il valore unitario della quota/azione di un fondo/ comparto, anche definito unit Net Asset Value (uNAV), è determinato dividendo il valore del patrimonio netto del fondo/comparto (NAV) per il numero delle quote/azioni in circolazione alla data di riferimento della valorizzazione. Le quote in circolazione sono le unità in cui il fondo è suddiviso e rappresentano l’insieme dei clienti che aderiscono al fondo.


Valore del patrimonio netto
Il valore del patrimonio netto, anche definito NAV (Net Asset Value), rappresenta la valorizzazione di tutte le attività finanziarie oggetto di investimento da parte del fondo/comparto, al netto delle passività gravanti sullo stesso, ad una certa data di riferimento.


Valuta di denominazione
Indica la valuta nella quale sono espressi i valori delle quote dei fondi (o delle azioni delle SICAV).


VaR (Value at Risk)
E’ un metodo statistico per la misurazione del rischio di un portafoglio in grado di sintetizzare la stima del rischio dell’intero portafoglio in un solo numero. Il Var riassume la massima perdita attesa, su un dato orizzonte temporale (es. 1 mese), nei limiti di un predefinito intervallo di confidenza. Più precisamente: considerando una probabilità di c% (c è il livello di confidenza) e un periodo di t giorni, il Var è la perdita che ci si aspetta venga ecceduta solo con una probabilità di (1-c%) nel prossimo periodo di t giorni.


Versamento in unica soluzione
E’ la modalità di investimento in fondi comuni che prevede versamenti una tantum (vedi Pic).


Volatilità
Indica la rischiosità di un investimento. Quanto più uno strumento finanziario è volatile, tanto maggiore è l’aspettativa di guadagni elevati, ma anche il rischio di perdite. La deviazione standard è l’indicatore di volatilità più frequentemente integrato all’informativa sulla redditività dei fondi. Essa permette di misurare quanto un determinato fondo abbia probabilità di allontanarsi dal suo andamento medio. L’informazione sulla variabilità dei rendimenti è indispensabile per valutare la performance dei fondi.



W

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Wall Street
Termine usato per indicare la borsa valori di New York, ovvero il New York Stock Exchange.


Warrant
Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall’emittente o di vendere a quest’ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.



Z

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Zero-coupon bond
Obbligazione priva di cedola, il cui rendimento è determinato dalla differenza tra il prezzo di emissione e il valore di rimborso. Es. (Ctz, Bot).