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Il punto di Soprarno sui Mercati: Aprile 2008In Archivio:RISULTATI DEI MODELLI MACRO DEL MESE DI APRILE 2008 Il mercato azionario USA anche questo mese rimane il nostro favorito. Il potenziale apprezzamento è pari al 19,4% in presenza di un premio al rischio pari al 3,13%, sul tasso trentennale. Tale valore è inferiore alla media semestrale (3,31%) e superiore a quella annuale (2,45%). Gli utili aziendali impliciti nello S&P® 500 sono in calo del 9,14% dai livelli attuali, valore inferiore sia all'incremento storico dell'ultimo anno (-0,68%) che alla media del dato implicito nel mercato nell'ultimo anno (-2,38%). ![]() Questo mese, il mercato azionario GIAPPONESE è la nostra seconda scelta. Il potenziale apprezzamento è pari al 36,5% in presenza di un premio al rischio pari al 3,25%, sul tasso trentennale. Tale valore è inferiore alla media semestrale (3,31%) e superiore a quella annuale (2,74%. Gli utili aziendali impliciti nel Nikkey 225® sono in calo del 22,00% dai livelli attuali, valore quest'ultimo di molto inferiore al tasso di incremento storico dell'ultimo anno (+3,60%) e del valore medio implicito nel mercato nell'ultimo anno (-15,12%). ![]() Il mercato azionario EUROPEO è la nostra ultima scelta. Il MERCATO E' SOPRAVVALUTATO del 6,7% in presenza di un premio al rischio pari al 3,53% sul tasso trentennale. Tale valore è inferiore sia alla media semestrale (3,78%) ed in linea alla media annuale (3,59%). Gli utili aziendali impliciti nel mercato sono a -2,03% valore, quest'ultimo, inferiore al tasso di incremento storico dell'ultimo anno (8,43%) e del valore medio implicito nel mercato nell'ultimo anno +0,99%). ![]() RISULTATI DEL MESE: SINTESI
ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO EUROPA Finalmente una buona notizia per i potenziali acquirenti del CDAX!: l'andamento degli utili attesi impliciti sull'indice hanno cominicato a flettere. Il premio al rischio rimane storicamente elevato. In definitiva è cominciato il rientro della sopravalutazione relativa dell'indice rispetto ad USA e Giappone. È iniziata, non terminata e questo significa che bisogna ancora essere corti di Europa e lunghi delle altre due aree! ![]() ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO USA Ecco perchè dicevamo prima: "ancora corti di Europa". USA: il premio al rischio è ai massimi degli ultimi 20 anni. Di record in record, poi, mai il valore implicito degli utili prezzato dal mercato era stato così basso. In altre parole, mai gli utili aziendali erano stati offerti così a "saldo" come oggi, nemmeno ai tempi della crisi delle saving and loans (1991). ![]() ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO GIAPPONE Il Giappone: croce e delizia degli investitori! Un mercato senza mezze misure. Il premio al rischio è ai massimi storici degli ultimi 20 anni a fronte di depresse aspettative sugli utili societari (oggi, come detto, siamo a -22%). Come per gli Stati Uniti, i livelli attuali sono compatibili con un robusto rialzo dei corsi borsistici. ![]() LA GERMANIA: MOTORE D'EUROPA o NOVELLO TITANO CRONO? Crono, nella mitologia Greca, era un titano che per evitare di essere detronizzato da uno dei suoi figli come indicato da una predizione di Urano, li divorava tutti. Pare proprio che la Germania abbia lo stesso destino. Vediamo perchè. Nella lettura del mese di Aprile, disponibile in questo sito, vengono elencate le motivazioni che spiegano il perchè i consumi interni fossero strutturalmente deboli e quindi, da un lato condivide in pieno le osservazioni che avevamo fatto nel nostro ultimo punto sui mercati (quello di Marzo: ricordate dicevamo, testualmente, "abbiamo l'impressione che la Germania abbia cannibalizzato la produzione industriale degli altri paesi, più che trainare una crescita complessiva dell'area"), dall'altro dà una risposta alla domanda che sempre in quella sede ci eravamo posti ("Come si intuiva dai dati precedenti, la crescita tedesca non deriva dai consumi privati. La cosa secondo noi grave è che tale fenomeno dura dal 2001 e a questo punto deve avere cause strutturali"). La risposta non è la stessa che avevamo individuato in quella sede, ma forse ancora più grave: "a key component in the longer term growth stagnation from which Germany is suffering has its roots in the underlying demographics." Comunque, quello che ci preme in questa sede, è di sviluppare l'analisi contenuta nella lettura del mese di Aprile presente su questo sito. Colà si sostiene, e noi crediamo sia corretto, che: "since the German economy is basically export and not domestic consumption lead, perhaps our instincts should tell us that export performance would be the best place to look to try and get a handle on what has been happening". Allora, cerchiamo di capire quale è il ruolo della Germania all'interno dell'Europa e le possibile conseguenze di tale ruolo. Anticipiamo subito che due possibili conclusioni di tale analisi possono essere:
Ovviamente esistono altri scenari alternativi ma a noi interessa analizzare i due sopra esposti. Le vendite al dettaglio in Europa in Febbraio sono scese dello 0,5% mensile. Tale dato non è isolato dato che la media a sei mesi di tale dato è negativa da settembre 2007, il più lungo periodo di negatività dal 1995. ![]() Le motivazioni? ![]() Ok, abbiamo capito! La Germania non contribuisce alla crescita della domanda europea ma le sue esportazioni fanno da volano alla economia europea? Guardiamo dove esportano i tedeschi! ![]() Le esportazioni aumentano o verso paesi che mostrano chiari segnali di rallentamento economico (ad esempio Italia). ![]() o verso paesi che, pur crescendo a ritmi sostenuti, mostrano disavanzi commerciali monstre SENZA possibilita di correzione del tasso di cambio (Spagna, ad esempio).
o verso paesi con elevato disavanzo commerciale che pur avendo lo stabilizzatore "tasso di cambio" mostrano una spirale deficit commerciale apprezzamento del cambio sullo stile dei paesi asiatici prima della crisi del 1997 (Polonia). ![]() Tasso di cambio Zloty contro euro dal 2000 ad oggi. ![]() La Forza della Germania è apparente in quanto si basa o su squilibri dei patners commerciali o su patners commerciali deboli. Oltretutto la maggioranza dei partner commerciali risiede nell'area Euro, ossia è privo di uno dei principali stabilizzatori automatici di una economia che è il Tasso di Cambio. Quindi o la Germania rallenta la sua corsa e allora l'Europa attraverserà un periodo di bassi tassi di interesse. crescita negativa o pari a zero, e svalutazione del tasso di cambio, o la Germania continuerà a nutrirsi dei pochi consumi Italiani o dei consumi a debito di Spagna e Polonia e allora, forse, l'addio all'Euro potrebbe essere per noi una necessità per la Spagna un ritorno alla realtà e per la Polonia l'inizio di un percorso di crescita più sano. Anche gli argentini tornarono alla realtà e i paesi del sud-est asiatico sono usciti più forti dalla tempesta valutaria di fine 1997. SOPRARNO nell'esercizio della sua attività di gestione del risparmio, esprime opinioni, pareri e considerazioni sui mercati che non possono in alcun modo essere considerati come raccomandazioni di acquisto o vendita di titoli, di valute o di operazioni immobiliari. Soprarno prepara le analisi, gli studi e gli elaborati sulla base di informazioni provenienti da fonti indipendenti e ritenute autorevoli. Non vi è comunque alcuna garanzia che le previsioni contenute negli elaborati si verifichino puntualmente. Soprarno non si assume quindi alcuna responsabilità su eventuali perdite derivanti da acquisti o vendite effettuati dalla clientela a seguito della lettura e interpretazione degli elaborati di volta in volta allestiti. Tali reports devono quindi essere utilizzati dalla clientela unicamente come mezzo per l'ampliamento delle proprie conoscenze nei diversi settori considerati. |
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