|
|||||||||||||||||||||||||||||
Il punto di Soprarno sui Mercati: MaggioIn Archivio:
Il punto di Soprarno sui mercati, MAGGIO 2009 COSA VEDONO GLI ALTRI Maggio è tradizionalmente il mese delle considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia. Crediamo sia opportuno, doveroso e rispettoso, dare questo mese la parola al Governatore per analizzare la situazione economica italiana. Il riequilibrio dei conti pubblici e le politiche strutturali "La recessione si sta progressivamente ripercuotendo sul gettito tributario: in decelerazione nel corso del 2008, è sceso nell'ultimo bimestre dell'anno. Nell'intero 2008 il gettito dell'IVA è diminuito dell'1,5 per cento, a fronte di una crescita dei consumi del 2,3, anche per effetto dello spostamento di questi verso beni essenziali ad aliquota più bassa. Nei primi quattro mesi del 2009, l'IVA riscossa è stata inferiore del 10 per cento rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. L'imposta sui redditi delle imprese, scesa di oltre il 9 per cento nel 2008, potrebbe flettere in misura ancora maggiore nell'anno in corso. Oggi, solo il gettito dell'Irpef tiene. L'operare degli stabilizzatori automatici dovrebbe accrescere il disavanzo pubblico nell'anno in corso di circa 2 punti percentuali del prodotto, a oltre il 4,5 per cento; nel 2010, il disavanzo potrebbe superare il 5 per cento. Anche senza considerare interventi aggiuntivi di sostegno dell'economia, al termine della crisi il peso del debito sul prodotto sarà comunque molto aumentato, riportandosi ai livelli dei primi anni Novanta. L'incidenza della spesa primaria corrente, che nel 2008 ha già toccato il valore massimo dal dopoguerra, salirà di 3 punti percentuali nel 2009. La spesa pubblica complessiva supererà largamente il 50 per cento del PIL e, in assenza di interventi, tenderà a permanere su quel livello negli anni successivi. Vi è il rischio che sull'economia gravi a lungo una pressione fiscale molto elevata. Una volta superata la crisi, il nostro paese si ritroverà non solo con più debito pubblico, ma anche con un capitale privato - fisico e umano - depauperato dal forte calo degli investimenti e dall'aumento della disoccupazione. Se dovessimo limitarci a tornare su un sentiero di bassa crescita come quello degli ultimi 15 anni, muovendo per di più da condizioni nettamente peggiorate, sarebbe arduo riassorbire il debito pubblico e diverrebbe al tempo stesso più cogente la necessità di politiche restrittive per garantirne la sostenibilità" Situazione finanziaria delle banche Stanno aumentando rapidamente le sofferenze e gli impieghi classificati come "incagliati", cioè con temporanee difficoltà di rimborso. L'esperienza precedente mostra che la recessione continuerà a pesare sulla qualità del credito anche per due o tre anni dopo l'inversione ciclica. In Italia, a differenza di altri grandi paesi, le svalutazioni dei crediti sono deducibili fiscalmente solo fino allo 0,3 per cento dei prestiti complessivi; la parte eccedente viene rateizzata in 18 anni. La norma diviene particolarmente stringente in questa fase recessiva, in cui crescono le pressioni a ridurre il credito per soddisfare i requisiti di capitalizzazione." ![]() "Nel marzo del 2009 gli incagli (i crediti sui quali le banche rilevano una temporanea difficoltà di pagamento) sono saliti al 3,0 per cento dei prestiti, circa il doppio rispetto allo stesso mese del 2008; la quota di mutui su cui si registrano ritardi di pagamento di almeno 90 giorni è passata dal 2,8 al 4,3 per cento. I problemi di rimborso appaiono maggiori tra le imprese piccole per le quali gli incagli e i mutui con ritardi di pagamento sono pari, rispettivamente, al 4,4 e al 6,2 per cento dei prestiti. Il flusso di nuove sofferenze, che risponde con gradualità alle dinamiche congiunturali, ha raggiunto 4,6 miliardi nel primo trimestre del 2009, il 2,0 per cento dei prestiti vivi di inizio periodo (2,9 miliardi e 1,4 per cento nel primo trimestre del 2008)." Situazione finanziaria delle famiglie
Situazione finanziaria delle imprese
"Nel 2008 il saldo commerciale italiano (nella valutazione fob-fob) è peggiorato di 3,9 miliardi: la crescita in valore delle importazioni (2,5 per cento) ha superato quella delle esportazioni (1,4 per cento). La posizione debitoria netta sull'estero è più che raddoppiata, da 81,2 a 196,2 miliardi (il 12,5 per cento del PIL), soprattutto per il crollo dei corsi azionari, che ha ridimensionato le attività più delle passività, oltre che per gli ingenti afflussi nel conto finanziario." ![]() "Nel 2008 il settore del risparmio gestito in Italia ha registrato un deflusso netto di risorse per 137 miliardi di euro, contro i 75 del 2007. Le difficoltà del settore dei fondi comuni italiani hanno anche origini strutturali e regolamentari. Nel rapporto redatto dal gruppo di lavoro sui fondi comuni italiani − costituito su iniziativa della Banca d'Italia nel febbraio del 2008 − si individuavano tre fattori principali alla base della crisi dei fondi comuni: una struttura distributiva prevalentemente incentrata su banche e intermediari controllati da gruppi bancari, asimmetrie nella regolamentazione in materia di trasparenza rispetto ad altri prodotti finanziari e un regime di tassazione dei fondi comuni italiani meno favorevole rispetto a quello dei fondi esteri. L'incidenza delle commissioni totali sul patrimonio netto medio annuo è rimasta sostanzialmente stabile, all'1,7 per cento" RISULTATI DEI MODELLI MACRO DEL MESE DI MAGGIO 2009 Il mercato azionario USA rimane il migliore. Il potenziale deprezzamento è pari al 2,8%, in presenza di un premio al rischio al 3,85% sul tasso trentennale. Tale valore è ampiamente giustificato dal fatto che l'indice sta scontando un ulteriore calo degli utili del 44% rispetto a 67,08% stimati per APRILE dal nostro modello. La motivazione per cui preferiamo il mercato azionario USA è perché, OLTRE AD ESSERE MENO EXPENSIVE RISPETTO A GIAPPONE E EUROPA, è quello che in cui eventuali dati meno negativi rispetto alle aspettative, determinerebbero un potenziale di salita del mercato più ampio. ![]() Il mercato azionario Giapponese è la nostra seconda scelta. Il potenziale deprezzamento è pari al 18,8% (in presenza di un premio al rischio dello 1,57% sul tasso trentennale) rimane favorito rispetto all'Europa in quanto immune da rischio sistemico, che riteniamo molto alto in Europa sia per il settore bancario sia per l'implosione dell'Euro! ![]() Il mercato azionario Europeo rimane il nostro short. Il potenziale deprezzamento è pari al 16% in presenza di un premio al rischio del 2,28% sul tasso trentennale. L'indice sta scontando un aumento degli utili del 11,09% rispetto a 15,17% stimati per marzo dal nostro modello. Lo stock picking non mostra valori interessanti e il rischio che l'Euro collassi è per noi molto alto. ![]() ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO STATI UNITI Negli ultimi 2 mesi abbiamo assistito ad un crollo quasi verticale delle aspettative del mercato sugli utili aziendali (linea blu): oggi il mercato prezza un utile prospettico del S&P500™ di 37,57$ rispetto ai 67,08$ stimati dal modello per Aprile. ![]() ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO GIAPPONE Molte società Giapponesi rimangono un investimento incredibilmente value per chi ha pazienza; il mercato non lo è più nel suo complesso dato che, come abbiamo visto, è ora sopra-valutato ddi un 18% circa (i dati economici di fine anno 2008 e inizio 2009 sono stati disastrosi!). Cosa significa questo? Che ci sono titoli molto cari e molti eccessivamente sottovalutati, mentre in Europa c'è meno dispersione intorno al valore medio di sopra-valutazione. ![]() ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO EUROPA Quello che non ci piace del mercato europeo è che le aspettative sugli utili societari SONO TROPPO POSITIVE. In altre parole, il mercato oggi fa pagare agli acquirenti un premio del 11% sugli utili stimati e, oltretutto, tale valore rappresenta un valore storicamente ALTO. Se almeno il premio al rischio, dato il contesto, fosse ai massimi storici, le due componenti si compenserebbero! Invece il premio al rischio rimane sui valori minimi degli ultimi 15 anni. Inoltre, riteniamo molto alto il rischio sistemico in Europa sia per la situazione bancaria sia per il fatto che a nostro avviso è molto alto il rischio di una implosione dell'Euro. ![]() UTILI ATTESI MERCATO USA Gli attuali dati macro-economici portano a stimare un utile teorico dell'S&P500™ a Aprile pressoché analogo a quello effettivo. Rimangono da valutare SE gli effetti reali della crisi SARANNO effettivamente quelli attesi dal mercato (-44% negli utili) sperando di non vedere un deterioramento simile a quello che ha colpito il Giappone. ![]() UTILI ATTESI MERCATO GIAPPONESE La dinamica degli utili stimati dal nostro modello ora è simile ai valori effettivi: il crollo della produzione industriale da dicembre in poi, simile ma più profondo di quello sperimentato da molte economie europee, ha già sortito il suo effetto sull'earning per share dell'indice Nikkei 225™. ![]() UTILI ATTESI MERCATO EUROPA Secondo il nostro modello, i dati macroeconomici sarebbero compatibili con un utile, ad esempio sul C-Dax™ pari ai minimi degli ultimi 15 anni. Il C-Dax™ nel periodo 1989- 1994 oscillava tra i 150 ed i 200 punti. Che non sia questo il prossimo target di questo indice dai 400 punti attuali? ![]() SOPRARNO SGR S.p.A. nell'esercizio della sua attività di gestione del risparmio, esprime opinioni, pareri e considerazioni sui mercati che non possono in alcun modo essere considerati come raccomandazioni di acquisto o vendita di titoli, di valute o di operazioni immobiliari. Soprarno prepara le analisi, gli studi e gli elaborati sulla base di informazioni provenienti da fonti indipendenti e ritenute autorevoli. Non vi è comunque alcuna garanzia che le previsioni contenute negli elaborati si verifichino puntualmente. Soprarno non si assume quindi alcuna responsabilità su eventuali perdite derivanti da acquisti o vendite effettuati dalla clientela a seguito della lettura e interpretazione degli elaborati di volta in volta allestiti. Tali reports devono quindi essere utilizzati dalla clientela unicamente come mezzo per l'ampliamento delle proprie conoscenze nei diversi settori considerati. |
|||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||