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Il punto di Soprarno sui Mercati: Settembre 2009

In Archivio:

Andamento mercato azionario e obbligazionario: Luglio e Agosto 2009
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Giugno 2009
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Maggio 2009
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Aprile 2009
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Andamento mercato azionario e obbligazionario: Gennaio 2009
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Dicembre 2008
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Novembre 2008
Andamento mercato azionario e obbligazionario: Ottobre 2008
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Andamento mercato azionario e obbligazionario: Ottobre 2007
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Il punto di Soprarno sui mercati: il gioco delle differenze.

Dopo l'accenno a Orwell del mese scorso, sicuramente pesante e non immediato, proviamo questo mese a rilassarci un poco cimentandoci nel "gioco delle differenze".

Vogliamo invitarvi a individuare la differenza esistente tra speranza ed aspettativa.

Secondo Ivan Illich (pensatore di cui ignoravo l'esistenza fino a pochi giorni fa, ma che sicuramente cercherò di conoscere meglio) la differenza tra speranza ed aspettativa è così riassumibile:

la prima indica una fede ottimistica nella bontà della natura, mentre l'aspettativa, nel senso in cui Illich utilizza questo termine, è contare su risultati programmati ed in parte controllati dall'uomo.

La speranza concentra il desiderio su una persona dalla quale attendiamo un dono.

L'aspettativa attende soddisfazione da un processo prevedibile che produrrà ciò che è nostro diritto pretendere.

"La speranza nasce dalla necessità che nutre il desiderio. La speranza si orienta verso l'imprevedibile, l'inaspettato, il sorprendente.

Le aspettative nascono dai bisogni nutriti dalla promessa di sviluppo e si orientano verso le rivendicazioni e i diritti d'accesso, le richieste. La speranza si appella alla discrezionalità di un altro da sé personale, sia esso umano o divino. Le aspettative si fondano sul funzionamento di sistemi impersonali che distribuiscono da mangiare, cure sanitarie, istruzione, sicurezza e altro
."

Il "comune sentire" (o almeno quello desumibile come tale nei forum su internet sull'argomento) dà ai due termini una accezione diametralmente opposta:

la speranza è quasi sempre vista come "un modo ottimista di vivere con entusiasmo", mentre l'aspettativa è spesso percepita come un modo cinico di influenzare un evento futuro.

La speranza è "romanticismo", è "approccio positivo", "è fiducia", "è calore".

L'aspettativa "è fredda", "è cinica", "nasce da un calcolo".

Ovviamente mi aspetterei che in campo scientifico, economico, medico e, più in generale, in tutti i settori dove le conseguenze di una azione intrapresa non sono personali ma sociali, il presupposto decisionale di chi è preposto ad agire riflettessero una visione più simile a quella di Illich che a quella della massa.

Guardando il passato, almeno in ambito finanziario, tale aspettativa pare una speranza.

Vi dicevo che questo mese vogliamo essere leggeri, ed è per questo che vi propongo una rassegna di quanto veniva detto da investitori dotati di aspettative razionali tra marzo e giugno 2002 sul mercato azionario statunitense.

Partiamo dai target price.

New York, June 14 2002

"The following is a table of recommended asset allocations and forecasts for stock indexes by strategists surveyed by Bloomberg News. Forecasts are for the end of 2002."

Ndr: quotazione S&P500™ al 14 giugno 2002 = 1007 PUNTI



Continuiamo cercando di dare un idea del clima che si respirava sul mercato azionario:

New York, March 13 2002

Signs the U.S. economy has started its rebound from recession indicate it is time to sell Treasuries or risk owning them in a bear market, analysts and investors say. A recent boost to those expecting higher yields and lower prices came when Federal Reserve Chairman Alan Greenspan said an economic recovery is "well under way" during testimony last week to Congress. That prospect, a $51 billion stimulus package and rising commodity prices may stoke bigger inflation fears, Berner said. Boosts in manufacturing and the service economy and strong consumer confidence point to the end of the recession that began in March 2001.

"I would be a seller of Treasuries and a buyer of corporate and emerging-market debt" - said David Mozina, a bond strategist at Bank of America in New York.

New York, March 15 2002.

The University of Michigan's confidence report "paints a picture of an economy in the initial stages of a recovery with legs, said Robert Goodman, senior economic adviser at Putnam Investments, which manages $300 billion.

"People feel the future is much more positive than what they think about the moment"

New York, April 16 2002

U.S. stocks rallied after General Motors Corp. and Texas Instruments Inc. lifted profit forecasts and the government said factory production rose at its fastest pace in almost two years. Earnings for S&P500™ companies likely dropped 10.6 percent in the first three months of 2002, the fifth straight quarterly decline, according to analysts surveyed by Thomson Financial/First Call. Analysts expect profits to rebound in the current quarter and throughout the year, with growth of 8.6 percent in the second quarter, 29.8 percent in the third and 43.3 percent in the fourth.

"People are starting to believe that after bouncing on the bottom that maybe now we will start to see a recovery" said Thomas Laming, who helps oversee $3 billion at Kornitzer Capital Management Inc. in Shawnee Mission, Kansas.

New York, May 14 2002

The government's retail sales report revived confidence consumers will bolster an earnings turnaround. Sales surged 1.2 percent in April, double the rise anticipated by economists surveyed by Bloomberg. Consumer spending accounts for two-thirds of the economy.

"The economy seems to be in better shape than what people were looking at a few weeks ago" said Owen Fitzpatrick, who manages $7 billion as head of U.S. Equities at Deutsche Bank Private Banking.

"You're going to see profit performance that will surprise across a lot of industries" said Gary Motyl, who oversees $25 billion as chief investment officer of Templeton Institutional Global Equities.

In effetti, dopo il crollo shock dovuto all'attentato dell 11 settembre 2001 e fino a luglio 2002, il mercato sembrava avvalorare la tesi che quelle che vi abbiamo espresso in precedenza fossero aspettative e non speranze.

Dopo il calo del 27% avevamo assistito ad un recupero del 23% e dopo soli 9 mesi eravamo tornati al livello precedente all'11 settembre!

S&P500™


Ma la storia ci ha svelato che quelle non erano decisioni di investimento, o dichiarazioni di decisioni di investimento, basate su un processo che "conta sui risultati programmati e parzialmente controllato dall'uomo", su un "processo che attende soddisfazione da un processo prevedibile che produrrà ciò che è nostro diritto pretendere".

Erano speranze!

S&P500™


Il problema è che a distanza di 7 anni, nulla è cambiato: le speranze abbondano, le aspettative latitano.

April 1 2009 - European stocks gained for a second day after better-than-estimated U.S. housing and manufacturing data suggested the worst of the recession in the world's biggest economy may be over.

July 15 2009 - European shares climbed, sending the Dow Jones Stoxx 600 Index to the biggest advance in six weeks, after forecasts from Intel Corp. and ASML Holding NV suggested the worst of the earnings slump may be over. "Intel is indicative of what we've been talking about: that the economy has tended to bottom out and there are signs of recovery" John Botham, head of European equities at Aviva Investors in London, which manages about $390 billion, said in a Bloomberg Television interview.

Sept. 9 (Bloomberg) - European stocks rose for a fifth day, the longest winning streak since July, as gains by carmakers overshadowed speculation that a six-month rally has outpaced prospects for earnings and the economy. Renault SA surged 6.9 percent as Chief Executive Officer Carlos Ghosn said the worst of the financial crisis is over: "the worst of the financial crisis has ended and a recovery will be "gentle" and spread over several years".

Sept. 28 2009 - European stocks posted the biggest gain in more than five weeks amid signs that mergers are rebounding and as German Chancellor Angela Merkel's re-election boosted the country's utilities.

Ora come nel 2002 gli investitori professionali somigliano ad auruspici e, come tali, dispensano speranze interpretano i segni, deducono una tendenza da un dettaglio: dagli utili di Intel si estrapola l'andamento dell'economia, la consumer confidence è già consumer spending, le previsioni accattivanti diventano verità acquisite.





Mai nessun riferimento al fatto che le vendite al dettaglio reali di Germania e Italia legittimano, in realtà, aspettative di deflazione: ad agosto '09 e luglio '09 erano entrambe sui minimi storici o quasi! (il processo legato alla nostra aspettativa di deflazione lo abbiamo spiegato nei punti di ottobre 2007 e agosto 2008).

Le nostre aspettative (che speriamo si rivelino sbagliate) le conoscete:
  • ritorno dei consumi statunitensi solo a partire da fine 2012, anche in presenza di una stabilizzazione (o speranza di stabilizzazione) del prezzo degli immobili (punto del mese scorso)
  • ripresa del ciclo degli investimenti USA non prima del 2012 (punto di aprile 2009)
Di seguito proveremo a spiegare perchè, a nostro avviso, l'affermazione che "la Cina possa trascinare una ripresa dei consumi e del ciclo economico mondiale" deve essere annoverata tra le speranze e non tra le aspettative.

Prima, però, permetteteci di mostrare, un'altra differenza tra speranza e aspettativa.

WASHINGTON, 13 OTT 2008

L'Italia conferma l'obiettivo di un indebitamente netto (deficit di competenza) del 2,5% nel 2008. E' quanto si legge nel discorso del ministro Tremonti, depositato presso il Fmi a Washington. Nel documento si legge inoltre come (Ndr: speranza) l'avanzo primario "dovrebbe gradualmente migliorare raggiungendo il 4,6% del Pil mentre il rapporto debito/Pil è previsto scendere sotto il 100%, raggiungendo il 98,4% nel 2011"
BRUXELLES, 19 GEN 2009

Il debito pubblico italiano è destinato a balzare nuovamente sopra il 110%. Dopo aver chiuso il 2008 al 105,7%, nel 2009 si tornerà al 109,3% e nel 2010 al 110,3%. Queste le nuove stime (Ndr: aspettativa) della Commissione europea, che però sottolinea come "le possibili ricapitalizzazioni bancarie potrebbero portare il debito anche oltre".


La Cina dunque.

Le speranza delle economie occidentali è di una crescita aiutata da una riduzione del deficit commerciale verso la Cina. La Cina in altre parole attraverso un incremento delle sue importazioni dovrebbe sostenere, riducendo i propri avanzi commerciali o aumentando i propri disavanzi, aiutare Europa e Stati Uniti.

In effetti l'arresto della caduta o il lieve aumento di alcuni indicatori economici in occidente a partire da marzo 2009, è coincisa con una diminuzione drastica dell'avanzo commerciale cinese.



Qualitativamente però tale relazione non ci convince. Ci pare improbabile che un paese come la Cina, in cui il reddito pro-capite è pari a 2.884 dollari all'anno possa alimentare stabilmente importazioni di beni di consumo prodotti all'estero. Il nostro timore è che le importazione cinesi siano al servizio della produzione per l'estero e non consista di beni di consumo prodotti all'estero.

In altre parole, l'aumento delle importazioni di inizio 2009, successivo ad un piano pubblico di sostegno all'economia da 586 miliardi di dollari, riguarda beni durevoli e strumentali non beni di consumo.

Cosa c'è di grave in tutto cio?

Le conseguenze, ossia:

O la formazione di maggior capacità produttiva con future spinte deflazionistiche ulteriori



O la dislocazione inefficiente delle risorse, anche detta "bolla speculativa"



Quantitativamente un modo per provare in via induttiva tale relazione è osservare la relazione tra quanto esporta la Cina verso gli Usa e quanto importa dall'Asia:

Cina
esportazioni verso Usa (asse x) vs importazioni dall'Asia (asse Y)
Valori in milioni di dollari



e quanto esporta la Cina verso gli Usa e quanto importa dall'Europa:
Cina
esportazioni verso Usa (asse x) vs importazioni dall'Europa (asse Y)
Valori in milioni di dollari



Cosa ci dicono i due grafici precedenti?

Che le importazioni Cinesi sono al servizio delle esportazioni verso gli Usa. La Cina importa da Asia ed Europa materie prime beni, strumentali e in generale quanto serve per produrre quello che verrà venduto negli Usa.

In Asia i due maggiori paesi verso cui la Cina presenta un disavanzo commerciale sono la Corea ed il Giappone



E purtroppo le importazioni coreane da Asia ed Europa dipendono da quanto esporta verso la Cina:





E, sempre purtroppo, anche le importazioni giapponesi da Asia ed Europa dipendono da quanto il Giappone esporta verso la Cina:





Dalla concatenazione dei grafici si evince che la Cina è la manifattura del mondo occidentale e che le importazioni cinesi dominano l'intersambio delle altre due principali economie asiatiche, Corea e Giappone.

In definitiva, gran parte dell'interscambio tra Cina Corea e Giappone, ha come minimo comune denominatore le esportazioni verso gli Usa e quindi un unico beneficiario final: il consumatore statunitense.

Possiamo allora catalogare come speranza la possibilità che la Cina possa, in via duratura, fornire aiuto alle economie occidentali e come aspettativa la possibilità che per una ripresa duratura bisogna aspettare la fine del 2012.

Forse è questo il significato economico dell'andamento del prezzo dei noli che non rispecchia le aspettative generali di una ripresa.

The Baltic Dry Index (replaces the Baltic Freight Index)- A composite of the Baltic capesize



RISULTATI DEI MODELLI MACRO DEL MESE DI SETTEMBRE 2009


Mercato azionario USA

Il mercato azionario USA rimane il migliore. Il potenziale deprezzamento è pari al 11%, in presenza di un premio al rischio al 3,40% sul tasso trentennale.



Mercato azionario Giapponese

Il mercato azionario Giapponese è la nostra seconda scelta. Il potenziale apprezzamento è pari al 8,9% (in presenza di un premio al rischio dello 1,33% sul tasso trentennale) rimane favorito rispetto all'Europa, in quanto immune da rischio sistemico, che riteniamo molto alto in Europa sia per il settore bancario sia per l'implosione dell'Euro!



Mercato azionario Europa

Il mercato azionario Europeo rimane il nostro short. Il potenziale deprezzamento è pari al 52% in presenza di un premio al rischio del 5,96% sul tasso trentennale. L'indice sta scontando un aumento degli utili del 201% rispetto a 9,47%. Lo stock picking non mostra valori interessanti e il rischio che l'Euro collassi è per noi molto alto.



ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO STATI UNITI

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un crollo quasi verticale delle aspettative del mercato sugli utili aziendali (linea blu): oggi il mercato prezza un utile prospettico del S&P500™ di poco superiore ai 68$ rispetto agli oltre 54$ consuntivi di Settembre. Questo giustifica in parte un premio al rischio tornato su livelli minimi sia che si parli di quello teorico (linea verde) sia che si parli di quello effettivo (linea rossa).



ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO GIAPPONE

Molte società Giapponesi rimangono un investimento incredibilmente value per chi ha pazienza.



ANDAMENTO PREMIO AL RISCHIO EUROPA

Quello che non ci piace del mercato europeo è che le aspettative sugli utili societari SONO TROPPO POSITIVE. In altre parole, il mercato oggi fa pagare agli acquirenti un premio del 33% sugli utili stimati

Se almeno il premio al rischio, dato il contesto, fosse ai massimi storici, le due componenti si compenserebbero!

Invece il premio al rischio rimane sui valori minimi degli ultimi 15 anni. Inoltre, riteniamo molto alto il rischio sistemico in Europa sia per la situazione bancaria sia per il fatto che a nostro avviso è molto alto il rischio di una implosione dell'Euro.



UTILI ATTESI MERCATO USA

Gli attuali dati macro-economici portano a stimare un utile teorico del S&P500™ a Settembre pari a 57$ rispetto ai 54$ effettivi.

Rimangono da valutare SE gli effetti reali della crisi SARANNO effettivamente quelli attesi dal mercato (un ulteriore +24% negli utili) sperando di non vedere un deterioramento simile a quello che ha colpito il Giappone.



UTILI ATTESI MERCATO GIAPPONESE

La dinamica degli utili stimati dal nostro modello ora è simile ai valori effettivi: il crollo della produzione industriale da dicembre in poi, simile ma più profondo di quello sperimentato da molte economie europee, ha già sortito il suo effetto sull'earning per share dell'indice Nikkei 225™.



UTILI ATTESI MERCATO EUROPA

Secondo il nostro modello, i dati macroeconomici sarebbero compatibili con un utile, ad esempio sul C-Dax™ pari ai minimi degli ultimi 15 anni. Il C-Dax™ nel periodo 1989- 1994 oscillava tra i 150 ed i 200 punti.

Che non sia questo il prossimo target di questo indice dai 488 punti attuali?







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Tali reports devono quindi essere utilizzati dalla clientela unicamente come mezzo per l'ampliamento delle proprie conoscenze nei diversi settori considerati.



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